Venerdì 4 Agosto

Mezzogiorno passato da poco, al quarto piano di un condominio di una grande città del Nord, il termometro digitale, imparzialmente spietato segna 30.8 °.

Il pensiero inevitabile è la fuga, date le imposte condizioni meteo, ma il pensiero logico ci riporta al punto, la fuga non è consigliabile, quella la lasciamo a chi non ha fantasia. Ed ecco, immediata,  la soluzione naturale, semplice, la corrente virtuale ci porta alla Madre della Vita, l’acqua.

Fresca, limpida, in perenne  movimento, eterna, instancabile, nata per dissetarci, lavarci, trasportarci, annegarci. Liscia, elegante, trasparente, sempre in piano, perfetta.

H2O.

Lo standard. Un litro un Kilo, un decimetro cubo un litro. +0,5° acqua,  -0,5° ghiaccio. Stabilito da Madre Natura, l’Inappellabile.

La livella.

La parola universale. La più preziosa di ogni idioma mai creato dall’uomo, dopo “mamma” ovviamente.

Sorgente di vita e di morte.

Semplice come la luce, come l’atomo. Antica, c’era prima di noi e ci sarà anche dopo.

Semplice e complicata, come il fuoco, come la vita.

Come l’aria.

Ed il pensiero si ubriaca d’acqua e d’aria.

Qualcuno potrebbe definirlo volare.

 

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